Normativa

EASA ed ENAC per i droni: la prima ispezione dedicata

DROMT Team · · 8 min di lettura

EASA ed ENAC per i droni: cosa è l'ispezione di standardizzazione appena svolta in Italia e chi fa, applica e controlla le regole. Scopri cosa cambia per te.

Illustrazione di un drone in volo sopra le montagne con il titolo EASA ed ENAC per i droni e la prima ispezione EASA dedicata ai droni in Italia

È mai capitato di chiederti chi definisce davvero le regole sui droni? Tra sigle europee, portali nazionali e circolari, è facile sentirsi persi e temere di sbagliare qualcosa a ogni decollo. Non sei l'unico: è una delle domande che sentiamo più spesso nella nostra community.

La notizia di questi giorni ci dà l'occasione perfetta per fare chiarezza su EASA ed ENAC per i droni. La settimana prima del 12 ottobre 2026 un team di ispettori EASA ha condotto presso la sede ENAC la prima ispezione di standardizzazione dedicata ai droni (UAS, Unmanned Aircraft Systems). Questa volta, quindi, è stata l'autorità italiana stessa ad essere sottoposta a verifiche.

In questo articolo ti spieghiamo cosa è successo e, soprattutto, chi fa, chi applica e chi controlla le regole sui droni in Italia.

In breve

  • EASA ha svolto in Italia la prima ispezione di standardizzazione dedicata ai droni, ENAC come autorità esaminata.
  • L'ispezione verifica come l'autorità nazionale applica le regole europee.
  • Gli esiti non sono stati resi pubblici.
  • EASA propone e vigila, la Commissione europea adotta i regolamenti sui droni, ENAC li applica in Italia.
  • d-flight è il portale riconosciuto per la registrazione degli operatori, QR code e mappa delle zone geografiche UAS.

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Cosa è successo

Il 12 ottobre 2026 ENAC ha annunciato con un comunicato che ispettori EASA hanno svolto presso la sua sede centrale "la prima ispezione di standardizzazione dedicata al settore UAS". Secondo Quadricottero, che ha ripreso la notizia il 13 ottobre, il team ha lavorato per diversi giorni nella sede ENAC di Roma.

ENAC descrive l'attività come "una proficua occasione di verifica e confronto" sull'applicazione della normativa europea, oltre che di collaborazione tra le due autorità. L'obiettivo dichiarato è sostenere un settore dei droni basato su "regole armonizzate e standard condivisi a livello europeo". Nel comunicato l'ente ringrazia il team EASA per "l'alta professionalità" e per "il clima di aperta e trasparente collaborazione".

Cosa non sappiamo? Gli esiti. Come sottolinea Quadricottero, non sono stati resi noti osservazioni o raccomandazioni, che di norma arrivano in un rapporto successivo. Quadricottero ricorda anche due precedenti utili per il contesto:

  • nel luglio 2024 ENAC aveva già ospitato una verifica simile, ma sull'aeronavigabilità;
  • EASA ed ENAC hanno firmato una lettera di intenti (annunciata da ENAC nell'agosto 2023) per cooperare sui droni nelle categorie specifica e certificata, anche in vista della mobilità aerea avanzata (AAM).

Che cos'è un'ispezione di standardizzazione EASA

Partiamo dalle basi. Secondo la descrizione che EASA dà del proprio ruolo, l'Agenzia "monitora l'attuazione degli standard attraverso ispezioni negli Stati membri", con programmi di standardizzazione pensati per garantire un'applicazione uniforme delle regole.

In pratica, l'ispezione di standardizzazione EASA è un controllo periodico su come un'autorità nazionale applica le regole comuni europee. Come spiega Quadricottero, si basa sul Regolamento (UE) 2018/1139, il cosiddetto regolamento di base dell'aviazione civile europea. Serve ad accertare che l'autorità sia in grado di svolgere i propri compiti e che le regole siano applicate allo stesso modo in tutti gli Stati membri.

I metodi di lavoro di queste ispezioni sono fissati dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 628/2013, che prevede anche una fase di rapporto al termine della verifica.

Perché ti riguarda? Le regole sui droni sono europee, ma in Italia le applica l'ENAC, l'autorità competente nazionale. Le ispezioni EASA verificano che ogni autorità le applichi con gli stessi criteri: così attestati e procedure rispondono agli stessi requisiti in tutta l'Unione.

EASA ed ENAC per i droni: chi fa le regole e chi le applica

Ecco la differenza tra EASA ed ENAC, spiegata in modo semplice.

Il ruolo di EASA e della Commissione europea

EASA è l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea. Tra i suoi compiti c'è la stesura della normativa sulla sicurezza aerea e la consulenza tecnica, oltre alla vigilanza sugli Stati membri. In pratica EASA prepara i pareri tecnici e le proposte che passano al vaglio della Commissione Europea, la quale ha il compito di trasformarli in Regolamento.

Le norme cardine per te sono tre:

  • il Regolamento (UE) 2018/1139, del Parlamento europeo e del Consiglio, che fa da base;
  • il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, della Commissione, sulle regole per le operazioni;
  • il Regolamento delegato (UE) 2019/945, della Commissione, sui requisiti dei droni come prodotti.

Il regolamento europeo droni 2019/947 divide le operazioni in tre categorie: aperta, specifica e certificata. È anche, insieme al 2019/945, il testo che la proposta di cui ti abbiamo parlato punta a modificare, come spiegato nell'articolo sulla proposta EASA per i droni sotto i 250 grammi: un buon esempio di come EASA prepara le modifiche e la Commissione decide.

Il ruolo dell'ENAC nei droni

E chi regola i droni in Italia? L'articolo 17 del Regolamento (UE) 2019/947 chiede a ogni Stato membro di designare un'autorità competente. In Italia è l'ENAC, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile.

L'articolo 18 elenca i compiti dell'autorità competente. Tra questi:

  • rilasciare la prova dell'esame online di conoscenza teorica e i certificati di competenza dei piloti remoti;
  • gestire autorizzazioni operative, certificati LUC e dichiarazioni nella categoria specifica;
  • mettere a disposizione, in un formato digitale unico e comune, le informazioni sulle zone geografiche UAS;
  • svolgere sorveglianza e ispezioni sugli operatori UAS.

C'è poi una parte di regole solo italiane. Il Regolamento ENAC UAS-IT, edizione 1 del 4 gennaio 2021, completa il Regolamento (UE) 2019/947 nelle parti che rinviano alle norme nazionali e fissa i requisiti per alcuni droni privati o di Stato esclusi dal campo di applicazione europeo.

Schema di chi regola i droni in Italia: Commissione europea ed EASA, ENAC, d-flight e pilota

Chi rilascia l'attestato drone e le autorizzazioni

Veniamo alla domanda più pratica: chi rilascia l'attestato di volo per il drone? La risposta è sempre ENAC, ma i percorsi sono diversi.

  • Attestato A1/A3: l'esame online si svolge sulla piattaforma Servizi WEB di ENAC. Sono 40 domande in 60 minuti, con un diritto fisso di 31 euro che dà diritto a 4 tentativi. L'attestato vale 5 anni.
  • Certificato A2: che ha come requisito l'attestato A1/A3. L'esame teorico di 30 domande si sostiene presso un'Entità Riconosciuta, con il conseguente rilascio del certificato da parte di ENAC. Anche questo valido 5 anni.
  • Attestati STS-01 e STS-02 (per operazioni in categoria specifica):
  1. Certificato di conoscenza teorica di pilota remoto per scenari standard. Lo rilascia ENAC. Il percorso parte dall'attestato A1/A3 (corso ed esame online) e prosegue con un esame aggiuntivo di almeno 40 domande a scelta multipla, che scendono a 30 se hai già il certificato A2. Per superarlo serve almeno il 75% delle risposte corrette. In Italia l'esame si sostiene solo in presenza, in una delle sedi delle Entità Riconosciute. Il certificato vale 5 anni.
  2. Accreditamento di completamento dell'addestramento pratico. Lo rilascia un'Entità Riconosciuta da ENAC al termine dell'addestramento pratico, che è diverso per STS-01 e STS-02: il programma per il volo oltre la vista (BVLOS) comprende anche quello in vista (VLOS). Secondo le linee guida ENAC, gli accreditamenti pratici non hanno scadenza.

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Cos'è d-flight e a cosa serve

Arriviamo all'ultimo anello della catena: cos'è d-flight? È il portale riconosciuto per le informazioni sullo spazio aereo.

Secondo ENAC, tutti gli operatori devono registrarsi su d-flight e ottenere un codice identificativo europeo in formato QR code da applicare su ciascun drone. Sono esclusi solo i droni giocattolo e quelli sotto i 250 grammi privi di telecamera, microfoni o altri sensori per dati personali.

d-flight offre inoltre una mappa delle geo-zone con le regole dello spazio aereo sotto i 120 metri: quando più regole si sovrappongono, si applica la più restrittiva. La società fa parte del Gruppo ENAV e nel 2025 ENAC l'ha certificata come fornitore di servizi U-space.

E allora perché utilizzare DROMThub LEX?

La piattaforma DROMThub LEX, oltre ad arricchire le informazioni sui requisiti per volare in ogni zona (fornendo la mappa delle zone geografiche UAS registrate in un database proprietario), mostra in modo semplice e chiaro limiti di volo, documenti, procedure e tempi di preavviso per ottere un'autorizzazione di volo (solo se necessaria in quell'area).

Inoltre, il sistema di compilazione guidata dei moduli di richiesta autorizzativi (ATM-05, ATM-09 e Nulla Osta) consente di risparmiare ore di lavoro nella ricerca e completamento della domanda.

In conclusione, cosa significa per i piloti italiani

La notizia più importante per te: l'ispezione non cambia le regole con cui voli oggi. È un controllo sull'autorità, non sui piloti, e i risultati non sono pubblici.

Allo stesso tempo ti dice una cosa utile: le regole europee sui droni sono sotto osservazione e la loro applicazione deve essere coerente in tutta l'Unione. Ecco come ti consigliamo di muoverti:

  1. Verifica la tua registrazione su d-flight e controlla che il QR code sia su ogni drone che usi.
  2. Tieni in ordine attestati e scadenze. A1/A3 e A2 valgono 5 anni. DROMThub LEX ti aiuta a tenere tutto sotto controllo con la gestione di certificati e assicurazioni.
  3. Controlla sempre le zone geografiche prima di decollare.
  4. Segui le fonti ufficiali. Se ENAC o EASA pubblicheranno novità legate a questa ispezione, ne parleremo qui.

Quando hai un dubbio sulle regole, chiedi al nostro Assistente di Regolamento AI oppure verifica sempre l'aggiornamento più recente su d-flight.it o enac.gov.it.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra EASA ed ENAC?

EASA è l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea: scrive proposte tecniche per le regole comuni e verifica, con ispezioni negli Stati membri, che vengano applicate in modo uniforme. ENAC è l'autorità competente italiana: applica il Regolamento (UE) 2019/947, rilascia attestati e autorizzazioni e vigila sugli operatori.

Chi rilascia l'attestato drone in Italia?

L'attestato A1/A3 lo rilascia ENAC dopo un esame online di 40 domande sulla piattaforma Servizi WEB, con un diritto fisso di 31 euro. Anche il certificato A2 è rilasciato da ENAC, ma l'esame si sostiene presso un'Entità Riconosciuta. Entrambi i documenti sono validi cinque anni.

Cos'è d-flight?

d-flight è il portale dove gli operatori di droni si registrano e ottengono il QR code da applicare su ogni drone. Offre anche una mappa con le regole dello spazio aereo sotto i 120 metri e serve per presentare le dichiarazioni degli scenari standard. La società fa parte del Gruppo ENAV.

L'ispezione EASA cambia qualcosa per chi vola con un drone?

No, non direttamente. L'ispezione di standardizzazione verifica come ENAC applica le regole europee, non i singoli piloti. Gli esiti non sono stati resi noti e di norma arrivano in un rapporto successivo. Per te restano valide le regole attuali: registrazione su d-flight, attestato adatto e rispetto delle zone geografiche.

Fonti

  • #easa
  • #enac
  • #normativa droni
  • #d-flight
  • #regolamento 2019/947

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